Un microcosmo digitale: una società su minecraft?

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Oggi vorrei parlare di una considerazione basata su un’esperienza personale nel mondo virtuale di Minecraft, il popolarissimo videogioco della Mojang. Mi sono imbattuto in un server attivo e ho iniziato la mia avventura. Ho scoperto molto presto che in questo mondo esisteva un sistema molto organizzato e, nonostante la sua complessità, intuitivo.

Bruciare le case è molto divertente
Bruciare le case è molto divertente

Premetto alcune informazioni di base per comprendere il resto dell’articolo: questo server si basa su un mondo vastissimo dove si impersona un vagabondo solitario. Potremmo a quel punto decidere la nostra storia: possiamo per esempio costruire casa e vivere vendendo al mercato i nostri averi, andare a distruggere quelle degli altri e ottenere oggetti in modo disonesto o un misto fra le due cose.

La mia comincia da semplice bandito che decide di creare un’alleanza di miei simili. In poco tempo diventiamo temuti dalla maggior parte dei giocatori e il nostro bussness di attività “illecite” prosegue molto bene. Grazie ai soldi ottenuti dalle varie incursioni, riusciamo persino a manipolare l’economia del server. Un esempio  è stato con l’item “diamante” : avendo abbastanza fondi da comprare in ogni negozio tutti i diamanti in circolazione, siamo stati in grado di quadruplicare il prezzo (da 300 monete a più di 1300) monopolizzando il mercato. Gli effetti sono stati disastrosi: in pochi giorni  il giocatore medio non aveva più soldi ed era costretto a comprare nel nostro negozio.

Screenshot di una città
Screenshot di una città

E’ incredibile come si possa creare una vera e propria società organizzata totalmente digitale. Esiste una scala gerarchica ben precisa: partendo dal leader (il proprietario del server, a cui spetta potere decisionale potenzialmente su ogni aspetto del gioco), passando per una scala di admin sempre con meno potere (ma anche meno responsabilità) fino ad arrivare ai giocatori normali senza potere alcuno, con la possibilità di scalare la gerarchia (ma anche di essere degradati se si fallisce il proprio dovere). Ci sono delle semplici regole da rispettare e se scoprono che non le stai rispettando vieni punito. Per citare Rousseau, questa società sarebbe “una monarchia fondata sul contratto sociale.”

«In generale, per autorizzare su un qualunque terreno il diritto del primo occupante, occorrono le seguenti condizioni. In primo luogo che non sia ancora abitato da nessuno; in secondo luogo che se ne occupi solo quel tanto che è necessario per la sussistenza; in terzo luogo che se ne prenda possesso non con una vana cerimonia, ma con il lavoro e la coltivazione.» Rousseau, Il contratto sociale, pag 73

Nel server per privatizzare una proprietà è necessario pagare una somma per poter piazzare speciali cubi in uno spazio inabitato (senza altri cubi speciali altrui) che può coprire un’area piò o meno grande a seconda del valore del cubo.  Concludendo, si può definire una comunità online come una società vera e propria? Secondo me si.

 

Marco Giannitti

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