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Piattaforme di Crowdfunding

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La fase di cambiamento che stiamo vivendo in questi anni è dovuta anche a siti come kickstarter.

Molte idee,  anche brillanti, in passato, spesso restavano tali, soprattutto per la  difficoltà nel trovare finanziamenti, necessari per avviare la produzione. Le uniche soluzioni, erano quelle di trovare un investitore, in grado di supportare i costi di produzione, ma nei casi peggiori, quello di chiedere un prestito in banca, tenendo conto anche degli interessi.

kick
Homepage kickstarter.

 

L’idea di business sta cambiando, grazie al Crowdfunding, cioè un processo collaborativo che unisce persone e il loro denaro per aiutarne altre, finanziandole. kickstarter, uno degli emblemi del crowdfunding, permette  a chiunque di realizzare piccoli e grandi progetti.

Cerchiamo di capire come funziona. Dopo una registrazione al sito, bisogna presentare il progetto al team di kickstarter, che ne valuterà le potenzialità e deciderà se pubblicarlo. Al momento della pubblicazione, l’utente dovrà stabilire un budget minimo da raggiungere e in quanti giorni. Se allo scadere del giorno stabilito, non si raggiunge la somma minima stabilita, il denaro viene automaticamente restituito ai finanziatori.  Si può offrire da un minimo si 1$ in su e cambiare l’ammontare del finanziamento (pledge) in ogni momento prima della fine del tempo prefissato per quel progetto. Per chi non fosse interessato alla semplice beneficenza  (molta gente fa delle offerte elevate)  su Kickstarter,  solitamente, i finanziatori ricevono a casa l’oggetto realizzato oppure alcuni gadget di ringraziamento a seconda della cifra investita.

Ma questo non è l’unico sito di Crowdfunding.  Altri sono Indiegogo, che “estende”  l’idea di  Kickstarter alla possibilità di finanziare se stessi, chiedendo denaro  per viaggi  o operazioni chirurgiche molto costose, ma anche per arte e musica. Soluzione interessante per chi ha problemi finanziari o dove il sistema sanitario non è alla portata di tutti, come per esempio in America. Esistono poi altre piattaforme italiane, ma che non competono con  Kickstarter e Indiegogo,  il pubblico è numericamente più piccolo.  Alcune sono Eppela, Crowdfunding-italia,  Produzionidalbasso. Tra queste c’è anche Starteed, che in aggiunta ai vantaggi per il finanziatore, offre  di partecipare da imprenditore e quindi di guadagnare  denaro  sulla riuscita del progetto.

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Sezione Impara del sito Starteed.

Queste piattaforme meno popolari, attirano investitori di categorie specifiche, che sono appassionati o esperti dell’argomento e quindi in grado di valutare meglio un progetto. Ovviamente hanno un audience più limitata rispetto a piattaforme più generiche e popolari, che permettono maggiori sovvenzioni economiche.

Giovanni Rubino

Vic Gundotra lascia Google

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Dopo aver perso Hugo Barra dal team Android, assunto ed attualmente impiegato in Xiaomi,anche Vic Gundotra, capo del progetto Google+ con i suoi 500 milioni di utenti , ha lasciato Google.
L’annuncio pubblico arriva dal profilo Google+ di Gundotra, dove spiega alcune delle ragioni che l’hanno portato a questa scelta.
Il post, intitolato “E poi”.

Sicuramente non facile il compito affidatogli:entrare in un mondo dominato da Facebook, il colosso di Mark Zuckerberg. Benchè il lavoro fatto da Gundotra sia notevole,il Social Network di Google,se paragonato ai suoi concorrenti,non sembra aver riscosso molto interesse.
Alcuni utenti considerano il passaggio a Google Plus,una “forzatura”,perchè automaticamente iscritti, se si usufruisce di qualsiasi altro servizio di Google.

Nel post non vengono spiegate tutte le ragioni di questa scelta,quindi non possiamo affermare sia proprio a causa di Google plus.
Intanto, voci di corridoio , parlano di Google+ come di una piattaforma più che un prodotto, cambiando la propria identità senza continuare a correre dietro ai social network,Twitter e Facebook,che dominano il mercato.
Che ne sarà di Google plus??

Giovanni Rubino

I chirurghi che usano i Google Glass

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I Google Glass entrano per la prima volta in sala operatoria all’Humanitas di Rozzano,in provincia di Milano.Benchè attualmente non siano ancora disponibili per il mercato Europeo,grazie a degli accordi con la società Vidiemme Consultung alcuni chirurghi hanno avuto la possibilità di testare e raccontare la loro esperienza in sala operatoria.
Ad indossarli per la prima volta è stata la dottoressa Patrizia Presbitero, pioniera della cardiologia interventistica,che ha affermato:

“Abbiamo deciso di sperimentarli perché rappresentano un’opportunità nella formazione dei medici. Attreverso i glass abbiamo mostrato il punto di vista di chi opera a una platea radunata in un’aula esterna”

Fonte

Giovanni Rubino