Serious Game

Why so Serious(game)?!

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Una domanda che ci si pone da molto tempo nella nostra società, è quella di chiedersi se i videogiochi abbiano, o possono avere, una funzione didattica. L’argomento è sempre stato molto discusso, ma finalmente inizia a prevalere l’idea che i videogiochi possano davvero essere utili in ambito educativo.

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Tuttavia non tutti i giochi sono adeguati per lo scopo. E’ stata definita una categoria di giochi detti Serious Game, i quali avrebbero proprio come obiettivo quello di trasmettere e affinare capacità cognitive nei videogiocatori. Il noto esperto Alfonso Molina dice a riguardo dei Serious Game che “se ben progettati, garantiscono immersione sensoriale, ruolo attivo, forte coinvolgimento emotivo e attivazione di quei percorsi di simulazione mentale dei fenomeni del mondo fisico e sociale”.  Oltretutto è convinto che vengano insegnati altri elementi oltre la conoscenza standard, come ad esempio creatività, innovazione, lavoro di squadra e problem solving, oltre a favorire la socializzazione.

Domenico Zungri spiega che in Italia il problema è che questi giochi hanno carenza di appeal, e soprattutto manca il ponte che colleghi l’innovazione con l’insegnamento classico. Bisognerebbe catturare l’attenzione dei videogiocatori per indirizzarla verso esperienze più produttive. Questo “ponte” deve essere costruito dai Serious Game.

Møns Klint
Møns Klint; Famosa attrazione turistica danese in versione a cubetti di Minecraft

 

La Danimarca ha compiuto un grande passo in questa direzione, ricreando una mappa 1:1 del territorio nazionale per il videogioco di fama mondiale Minecraft. L’idea è partita dal governo, e lo scopo è quello di stimolare anche i più piccoli a conoscere e cercare di risolvere i problemi del paese. Inoltre quest’opera sarà anche utilizzata nelle scuole danesi, non nuove a queste interessanti iniziative, per rendere più coinvolgenti le lezioni.

 

D’altronde un Serious Game non deve essere per forza una “noiosa” piattaforma di apprendimento guidato, ma può anche essere mascherato da spettacolari e avvincenti videogame, che nonostante non siano stati creati come veri e proprio videogiochi educativi, sviluppano e perfezionano determinate capacità. E’ chiaro che non tutti i videogiochi hanno queste particolari proprietà, ma ad esempio i videogiochi di simulazione (gli rts:real time strategy) è noto che affinino la capacità decisionale, di organizzazione e l’elaborazione di strategie.

Perchè quindi non iniziare a sviluppare e migliorare questo settore che tanto potrebbe dare non solo all’industria dei videogiochi ma soprattutto all’insegnamento? Speriamo in questi anni di riuscire a vedere ragazzi che riescano nelle scuole a giocare, divertirsi e imparare tutto in un unico pacchetto chiamato Innovazione.

Stefano Cassini

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